Una coppia di anziani, Lui e Lei, si sta recando ad un funerale.
Lei è tutta in ghingheri, tailleur e gioielli, Lui è un misto tra abito da cerimonia e gita fuori porta. Lei vuole andare, arrivare presto, Lui non ne ha la benché minima voglia. Eccoli qua, Rita e Ambrogio, siamo alle solite.
Ovviamente litigano. Come solo due anziani sanno litigare, con ferocia, ma anche molto teneramente. In realtà, dopo essersele dette di santa ragione su qualsiasi argomento, avrebbero anche il tempo di rendere omaggio alla salma che è nella stanza accanto. Ma, nemmeno a dirlo, Ambrogio non ne vuole sapere. Perché? Ovvio: perché la morte lo terrorizza, come solo sa terrorizzare gli anziani, anzi non ne vorrebbe proprio parlare. Rita invece ne vuole parlare, eccome! Proprio come ne parlano gli anziani, curiosi, intimoriti, rassegnati e speranzosi.
Trascorreranno un’ora e mezza, Lui a sfuggire dalla realtà e Lei a cercare di riportarcelo. Un inseguimento follemente divertente e poetico. Però calma! Ci vuole rispetto, siamo ad una cerimonia. Che si svolge in una funeral home.
Funeral home è una riflessione, tra il serio e il faceto, sul tabù della morte. Sull’ancestrale timore che incute, sordida e maligna, la nera mietitrice. Ed è qui che interviene il Teatro, nella sua funzione catartica. Mettendo in scena le paure, nella fattispecie la più radicata nella nostra psice: la Separazione. Le raccontiamo proprio per affrontarle, giocando sull’utopia della vita eterna e l’ipocrisia di una società che ha completamente rimosso la morte dal proprio vivere quotidiano, che ci vuole eternamente giovani, aitanti, senza rughe, pronti a rimandare all’infinito qualsivoglia presa di coscienza su ciò che accadrà domani. Sappiamo che è una finzione, ma non ci vogliamo credere.
Il compito dei comici è giocare su queste follie del nuovo millennio. Portare le contraddizioni fino all’assurdo, volare tra le braccia dell’iperbole e mostrare al pubblico che, forse, la vita è più incredibile della commedia.
Giacomo Poretti e Daniela Cristofori si affrontano e si confrontano sul campo da gioco della Funeral Home, rappresentando due modelli di approccio all’esistenza diametralmente opposti ma così assurdi da essere più veri del vero. Uno spettacolo comico e poetico, dove la risata diventa un grimaldello per affrontare qualunque argomento, anche quello di cui sempre si tace... la fine.

una riflessione, tra il serio e il faceto, sul tabù della morte

Prossime date

gennaio 2022

11gen21:00Arlecchino Furioso21:00 Teatro San Pietro (Mezzolombardo), Piazza Pio XII, 14, 38017 Mezzolombardo TNScheda spettacolo

12gen20:45Arlecchino Furioso20:45 Teatro Comunale di Pergine, Piazza Garibaldi, 5G, 38057 Pergine Valsugana TNScheda spettacolo

13gen21:00Arlecchino Furioso21:00 Teatro Comunale di Gonzaga, Via Leone XIII, 1, 46023 Gonzaga MNScheda spettacolo

15gen21:00Arlecchino Furioso21:00 Teatro Superga (Nichelino), Via Superga, 44, 10042 Nichelino TOScheda spettacolo

Crediti

di e con Giacomo Poretti e Daniela Cristofori
collaborazione ai dialoghi, regia e disegno luci di Marco Zoppello
scenografia Stefano Zullo | costumi di Eleonora Rossi
musiche originali e sound design di Giovanni Frison - la canzone è interpretata da Giannicaro
assistente alla regia Michele Mori | assistente scenografa Nina Donatini
assistente costumista Federica Famà
produzione Teatro de Gli Incamminati/deSidera
in collaborazione con Stivalaccio Teatro
si ringrazia l’Accademia del Teatro alla Scala e Alice D’Alessandro per la collaborazione

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