Requisiti: il corso è rivolto a tutte le persone con un minimo di esperienza in campo teatrale.

Quando: Dal 23 al 28 Agosto 2022
dalle 10.00 alle 13 e dalle 14.00 alle 17.00

Michele Mori e Marco Zoppello

In principio furono i buffoni

dove: “Bottega dello Stivale”, Strada Scuole dell'Anconetta 79 - Vicenza
per iscrizioni formazione@stivalaccioteatro.it tel +39 0444 534321

IN PRINCIPIO FURONO I BUFFONI

Laboratorio intensivo di recitazione intorno all’Arte del Buffone medievale.

Con Michele Mori e Marco Zoppello di Stivalaccio Teatro

Il laboratorio si rivolge ad attori e allievi attori, giovani con esperienza minima pregressa che intendano esplorare il mondo del teatro popolare.
In principio furono i buffoni. Alle radici del teatro rinascimentale e della Commedia dell’Arte troviamo alcune figure ibride di performers, solisti
dell’arte attorale impiegati nel ruolo di intrattenitori di piazza e di palazzo. Il loro repertorio era vasto e articolato: ballavano, si travestivano da donne,
recitavano e cantavano in falsetto, imitavano suoni, rumori, voci di animali, uomini, donne, bambini, stranieri, a ciò affiancavano una gestualità oscena,
salti e acrobazie.
Il laboratorio si propone di indagare, a partire dall’improvvisazione e dai meccanismi comici, l’arte dell’intrattenitore per antonomasia: il buffone.
Ogni partecipante costruirà il proprio oratore, a partire dalle capacità individuali di ciascuno, attitudini al movimento, al canto, alla danza, ai
dialetti, al suono di uno strumento.
Nel teatro popolare ognuno sfrutta al meglio le proprie qualità, sviscerandole, esplorandole ed esaltandole per farle poi vivere nella scena: il
gruppo di lavoro, tramite gli esercizi, sarà portato a sfruttare i punti di forza di ognuno; i partecipanti saranno condotti a mettere in gioco le loro
caratteristiche nella creazione di un linguaggio comune.
A partire dal proprio buffone si costruirà poi una nuova drammaturgia, “monologante” o d’insieme, dove storie popolari, stornelli, novelle e motivi
della tradizione folkloristica verranno rimasticati e riportati sul palcoscenico.
Partendo dalla lezione del Maestro Dario Fo, proveremo a perseguire l’idea di un teatro popolare stratificato, sacro e profano, universale e proprio per
questo capace di parlare a tutti.
Il gruppo dei buffoni incontrerà poi il pubblico, all’interno del Festival Be Popular, in una restituzione finale tra storia e contemporaneità.

Suddivisione del lavoro
Mattina
Esercizi di propedeutica
Dinamiche di movimento da commedia dell’Arte. Punto di “fuoco”, emozione
in relazione al “fuoco” e interazione con l’osservatore esterno (pubblico).
• Improvvisazione. Sulla costruzione degli “incidenti” e sulla progressione
drammatica. Improvvisazioni su narrazioni con pantomima. Improvvisazione a
due o a tre con progressione.
• Creazione del proprio Buffone. Chi sono? Da dove vengo? Come parlo? Come
mi muovo? Creazione del linguaggio specifico: rima, dialetto, suono, canto,
ritmo.

Pomeriggio
Drammaturgia
- Inizio del racconto: Situazione. Dove e a chi parliamo. Attrarre l’auditorio.
- Soggetto del racconto: ricerca, analisi e lettura di storie e racconti della tradizione
popolare. Quale storia vogliamo raccontare. Trama.
- Costruzione del monologo/dialogo: presentazione dei personaggi del racconto.
Antagonista. Creazione dei climax, rottura drammatica, risoluzione dei conflitti.
Creazione del momento poetico.