PROGETTO DEBUTTATO IN APERTURA AL 79° CICLO DI SPETTACOLI CLASSICI DEL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA

«Cinque miti molto diversi, ma uniti da un momento preciso: quello in cui i protagonisti compiono un gesto che non dovrebbero compiere».

Cinque cadute è un progetto che nasce dall’idea di portare il mito fuori dal teatro e consegnarlo alla città, alle sue strade, ai suoi empori storici, a chi la abita. I cittadini e le cittadine sono invitati, attraverso una chiamata popolare, a partecipare, come parte attiva del progetto, ad un laboratorio di propedeutica teatrale contribuendo così alla costruzione delle azioni sceniche accanto ad attori e attrici professionisti. Le storie, non sono state solo raccontate, ma agite, incarnate e restituite da una comunità. Il linguaggio è quello del teatro popolare: un teatro fisico, diretto, capace di parlare a tutti che guarda negli occhi il pubblico, può far ridere e, un attimo dopo, lasciare un vuoto.

I cinque miti narrati sono Narciso, Orfeo ed Euridice, Pandora, Icaro e Dedalo e Atteone. Cinque figure molto diverse, ma unite da un momento preciso: quello in cui compiono un gesto che non dovrebbero compiere. Uno sguardo che si prolunga troppo, un passo in più, un corpo che si spinge oltre il limite. Eppure è proprio lì che avviene la caduta. Non cinque tragedie, non cinque eroi, ma cinque errori. Cadute che ci somigliano. L’azione scenica avviene all’interno delle botteghe storiche del territorio, trasformando luoghi della quotidianità e della memoria in spazi temporanei per lo spettacolo avviando un dialogo diretto tra patrimonio immateriale, storia dei luoghi e linguaggio teatrale.

Lo spettacolo è disponibile anche in versione con soli attori e attrici, priva di laboratorio e chiamata popolare.

Crediti

di Michele Mori
con
Sara Allevi, Sebastiano Bronzato, Marie Coutance, Anna De Franceschi, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Marco Zoppello
a cura di Stivalaccio Teatro