DEBUTTO AL FESTIVAL BE POPULAR 2026, VICENZA.
Stivalaccio Teatro, dopo il successo di Arlecchino muto per spavento, in scena ormai da quattro stagioni consecutive tra l’Italia e la Francia, si confronta ora con un altro dei grandi personaggi della Commedia dell’Arte: Scaramuccia. Una versione inedita, densa di equivoci, scambi di persona, duelli, canti e improvvisazione.
Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere luogo il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. E mentre la quinta guerra turco-veneziana è alle porte, Pantalone de’ Bisognosi, mercante e colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. Ma proprio a Venezia Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia che vede Don Alonso avere la peggio e perire. Scaramuccia fugge in direzione di Candia (così era allora chiamata l’isola di Creta), inseguito da Flavia, innamorata di Don Alonso e assetata di vendetta. A Candia la situazione precipita, levando un momento gli occhi verso oriente, si intravedono già le vele nere della flotta Ottomana dirigersi a gran velocità verso l’avamposto veneziano. In questo Mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che, come nella migliore tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi d’alto bordo e le solide mura dell’isola di Creta.
Scaramuccia
Di origine napoletana, evoluzione del capitano fanfarone e vanaglorioso, Scaramuccia è diventato poi, grazie alla sapienza dell’attore Tiberio Fiorilli, una sorta di simpatico furbacchione che preferì sostituire la spada con la chitarra. Ancora una volta un lavoro di ricerca nel mescolare materiale antico e ritmi moderni, dove l’approccio filologico si affianca all’artigianato e al lavoro d’insieme. Un grande omaggio alla Commedia dell’Arte, anche chiamata «Commedia d’intrecci», proprio per il gran mulinare di situazioni, di rovesciamenti e di fraintendimenti, di celamenti ed agnizioni.





Prossime date
agosto
Orario
(Mercoledì) 21:30
Scheda spettacolo
Scheda spettacoloOrario
(Giovedì) 21:30
Scheda spettacolo
Scheda spettacoloOrario
(Domenica) 21:15
Dove
Arena Plautina
Località Calbano, 42, 47027 Sarsina FC
Scheda spettacolo
Scheda spettacoloOrario
(Sabato) 21:15
Scheda spettacolo
Scheda spettacolo
Crediti
con (in ordine alfabetico)
interpreti / personaggi
Sara Allevi / Ortensia
Marie Coutance / Margot
Anna De Franceschi in alternanza con Eleonora Marchiori / Flavia
Marie-Anne Favreau / Rosina
Michele Mori / Scaramuccia
Stefano Rota / Pantalone de’ Bisognosi
Pierdomenico Simone / Don Alonso
Valerio Zaina / Tenente Claudio
Marco Zoppello / Arlecchino
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soggetto originale e regia Marco Zoppello
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scenografia Alberto Nonnato
costumi Eleonora Rossi
musiche Maria Luisa Zaltron
disegno luci Matteo Pozzobon
maschere Stefano Perocco di Meduna e Tullia Dalle Carbonare
spauracchio Sara Allevi
duelli Massimiliano Cutrera
trucco e parrucco Elena Polvani
assistente alla regia Francesca Boldrin
assistente costumista Giulia Lucato
assistente volontario Alessandro Scarpella
foto Serena Pea
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costumi realizzati da Bàste Sartoria e Giulia Lucato
scene realizzate da Roberto Maria Macchi e Matteo Pozzobon, con l'aiuto di Giulia Remondini, nella Bottega di Stivalaccio Teatro
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responsabile di produzione e distribuzione Federico Corona
coordinamento organizzativo Mary Salvatore
organizzazione Massimo Molin
amministrazione Nevena Stojkovic
concept e visual Caterina Zoppini
comunicazione Jessica Chretien
ufficio stampa Marina Saraceno
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produzione Stivalaccio Teatro, TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano
si ringrazia il Teatro Montegrappa di Rosà
