Uno dei canovacci più rappresentati nella Parigi dei primi del ‘700, qui riproposto per la prima volta in epoca moderna, Il muto per spavento rappresenta un grande omaggio alla Commedia dell’Arte e all’abilità tutta italiana del fare di necessità virtù.

  1. Dopo circa quindici anni di esilio forzato i Comici Italiani tornano finalmente ad essere protagonisti del teatro parigino e lo fanno con una compagnia di tutto rispetto! Luigi Riccoboni in arte Lelio, capocomico della troupe, si circonda dei migliori interpreti dello stivale tra cui, per la prima volta in Francia, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini (omen nomen), pronto a sostituire lo scomparso e amato Evaristo Gherardi. Ma il Visentini non parlava la lingua francese, deficit imperdonabile per il pubblico della capitale. Ed è qui che emerge il genio di Riccoboni nell’inventare un originale canovaccio dove il servo bergamasco diviene muto...per spavento!

La trama. Il giovane Lelio, lasciata Bologna e giunto a Milano, pretende che sia fatta giustizia! Nella sua patria è follemente innamorato di Flamminia, figlia del Dottor Lanternani, di un amore che la giovane ragazza ricambia con tutto il cuore. Ma il padre di lei, poveri loro, l’ha già promessa al giovane Mario, figlio del mercante veneziano Pantalone de’ Bisognosi. Ecco il motivo della venuta di Lelio a Milano: ricondurre alla ragione Mario e il padre Pantalone, o sfidare il giovane a mortal duello. Tale extrema ratio sarebbe dovuta rimanere celata, se non fosse che il suo servo, Arlecchino, appena giunto in città la spiffera in breve tempo a Scapino e ad ogni anima viva incontrata. Lelio, allora, per ridurlo al silenzio, lo convince di possedere un anello incantato e che, se Arlecchino parlerà con qualsivoglia persona, l’anello glielo rivelerà ed il povero bergamasco si troverà decapitato.
Arlecchino decide quindi di chiudersi in religioso silenzio. Diviene muto… per spavento. Ma nonostante sia privato della parola egli riesce, nell’arco della Commedia, ad innamorarsi della serva di Pantalone, Violetta, a fare baruffa con Piombino, anch’esso di lei innamorato, a stracciare la lettera della giovane Silvia e a combinarne peggio di Bertoldo, il tutto mentre le due coppie di innamorati cercano una giusta risoluzione ai loro intrighi, ostacolati da Pantalone e dal Dottor Lanternani.

StivalaccioTeatro decide di portare in scena nove attori su di un canovaccio inedito, poggiandosi sull’arte attorale e quindi sugli strumenti propri del commediante dell’arte: la recitazione, il canto, la danza, il combattimento scenico, i lazzi e l’improvvisazione. Scegliere Arlecchino oggi significa, per la compagnia vicentina che ha fatto del teatro popolare la propria bandiera, ritrovare il pubblico dopo un periodo di forzato distacco, di terribile crisi umana e sociale. Un po’ ripercorrendo le orme di quel tanto amato spettacolo in maschera con il quale il maestro Strehler decise di inaugurare il proprio teatro, in quell’Italia da ricostruire del 1947.

Uno spettacolo dove gioco, invenzione, amore, paura e dramma si mescolano tra le smorfie inamovibili delle maschere. Dove gli intrecci si ingarbugliano sull’equivoco e lentamente si dipanano tra le dita dei personaggi. Ma se queste esili trame, se questo mondo surreale e fantastico, eco lontano di uno splendore teatrale italiano, eclettico equilibrismo sul filo della storia e della tradizione, se queste eteree figure ci permetteranno di abbandonarci ad una gioia senza peso e senza tempo, forse in quel preciso istante ritroveremo un briciolo di poesia.

questo “Arlecchino” fuoco e fiamme gioca a quel gioco che è la Commedia dell’ arte: quel teatro magico, che proprio nell'essere un teatro “bambino” trova la propria forza deflagrante

Prossime date

maggio 2022

25mag(mag 25)20:4526(mag 26)20:45Arlecchino Muto Per Spavento20:45 - 20:45 (26) Teatro Comunale Città di Vicenza, Viale Giuseppe Mazzini, 39 - Vicenza VI

Crediti

ispirato al canovaccio Arlequin muet par crainte di Luigi Riccoboni

con (in o.a.) Sara Allevi, Marie Coutance, Matteo Cremon, Anna De Franceschi, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Maria Luisa Zaltron, Marco Zoppello

scenografia di Alberto Nonnato
costumi di Licia Lucchese
disegno luci di Matteo Pozzobon Paolo Pollo Rodighiero
maschere di Stefano Perocco di Meduna
soggetto originale e regia di Marco Zoppello

duelli di Massimiliano Cutrera
consulenza musicale di Ilaria Fantin

trucco e parrucco Consuelo Vitturi

assistente alla regia Francesca Botti

assistente mascheraia Tullia Dalle Carbonare

 

realizzazione costumi Dietro le Quinte e Sonia Marianni

scene realizzate nella bottega di Stivalaccio Teatro da Roberto Maria Macchi e Matteo Pozzobon

direttore di scena Roberto Maria Macchi 

foto e video Serena Pea progetto grafico Massimo Penzo - renovatio design 

responsabile di produzione e distribuzione Federico Corona

amministrazione Ludovica De Luca organizzazione Andrea Contarin

si ringraziano Francesca, Bruna e Tamara

 

produzione Stivalaccio Teatro / Teatro Stabile del Veneto / Teatro Stabile di Bolzano / Teatro Stabile di Verona

con il sostegno della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e della Fondazione Teatro Civico di Schio

 

produzione StivalaccioTeatro / Teatro Stabile del Veneto / Teatro Stabile di Verona
con il sostegno della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e della Fondazione Teatro Civico di Schio

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